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L’ho “annunciato” l’altra volta su Twitter e ora che ho un momento di tempo lo scrivo anche qui. Preso in mano il mio Ciak immaginario, ho dato il via alle riprese per il mio documentario sulla Croce del Cresto!

La Croce del Cresto

Come mi è venuta l’idea? Semplice. Frequentando il tirocinio, ho conosciuto delle persone interessanti. Una di queste, non so perché e non ricordo il quando, un giorno ha fatto un’uscita del tipo “Io ho messo la croce sul Cresto”.
Certo, se non siete di Biella e non siete appassionati di montagna – o, più probabilmente, entrambi contemporaneamente – non sapete a cosa si riferisse. Beh, sappiate che esiste una montagna nel biellese chiamata Cresto, a più di 2mila 500 metri d’altitudine; in cima a questo monte si trova un oggetto molto particolare.

Una croce.

Ora, se siete appassionati di montagna, penserete: “Particolare cosa??? Di croci sulle vette è pieno il mondo”. Vero. Se, però, siete appassionati di montagna e non siete biellesi o del Piemonte o non siete mai saliti al Cresto, allora non sapete che la Croce del Cresto non è una croce come tutte le altre.

In acciaio inox, è alta poco meno di 3 metri, in due colori, poggiata nel 1969: non si tratta di due semplici pezzi di qualcosa incastrati a T l’uno nell’altro. La Croce del Cresto è elaborata e bellissima, in una posizione strabiliante che permette di vederla anche a chilometri e chilometri di distanza, quando il sole la illumina con i raggi del mattino.

Volevo mettere una stella sul Cresto.

Così mi è venuto l’idea per questo film, questo documentario sulla montagna: certamente non sarà un grande capolavoro hollywoodiano, eppure sono certa potrà rappresentare un lavoro importante. La Croce del Cresto rappresenta una parte importante dell biellese e del Piemonte, un elemento importante per tutti coloro che amano la montagna e, soprattutto, per coloro che hanno, ormai 47 anni fa, lavorato al progetto.

L’inizio delle riprese

Dunque, l’altro giorno (giovedì 7 aprile), sono andata ad incontrare nuovamente, dopo la fine del tirocinio, la persona che, con tanto entusiasmo, mi aveva raccontato di essere l’ideatore, progettista e posatore di quell’affascinante simbolo. Naturalmente, mi sono portata dietro telecamera e microfono, per registrare ogni ricordo pronunciato da una voce ormai anziana.

In poco meno di mezz’ora, Gian Mario (questo è il suo nome) mi ha raccontato tutto: come a lui e agli amici del’epoca venne l’idea, come scelsero la vetta, come si organizzarono e come costruirono, materialmente, quella croce che ancora oggi – grazie al Cielo, aggiungo io – sorveglia la Valle del Cervo; fino ad arrivare alla posa.

Sinceramente, mi è piaciuto molto ascoltarlo. Non solo per la piacevole storia che ha regalato a me e a chiunque vorrà ascoltarla, ma anche perché – benché io non ci sia ancora mai stata – quella croce fa parte di casa mia; perché, poi, ho trovato le sue parole toccanti: con quanta gioia e con che pizzico di nostalgia riviveva quell’anno!

Gian Mario ed i suoi amici volevano regalare un gioiello prezioso alla loro passione, decidendo di incoronare la vetta del Cresto in suo onore.
Io voglio ora raccontare, grazie a Rete Biella, la sua storia.

Le prossime tappe del mio viaggio comprendono il raccogliere nuove testimonianze ed un duro allenamento.
Vorrò mica girare un documentario sulla Croce del Cresto senza esserci mai stata sotto?Veronica Rosazza Prin_Firma_Veronica

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