Voldemort: the Origins of the Heir | Recensione

Voldemort: Origins of the Heir è un cosiddetto “unofficil fanfilm”, una produzione non ufficiale ambientata nel mondo di Harry Potter, creato da J.K. Rowling.

La recensione del fanfilm Voldemort: the orgins of the heir

La parola chiave, qui, è “fanfilm”. Voldemort: Origins of the Heir è infatti un fanmade, una creazione portata avanti esclusivamente da alcuni fan della saga, quasi esclusivamente italiani.

Dal momento che sono anni che il popolo dei fan di J.K. Rowling reclama a gran voce spin off sulla saga (come quello, ancora mai realizzato, su i quattro Malandrini) e che nulla è stato fatto per accontentarli – a eccezione degli articoli pubblicati sul sito pottermore.com – gli stessi fan hanno ora creato qualcosa per placare la sete.

La trama

Grisha McLaggen, «diplomata a Hogwart nel 1950, Auror di seconda classe, Ordine di Morgana», si introduce nel dipartimento Auror Sovietico, venendo catturata. Si trova faccia a faccia con il Generale Makarov, che la interroga sul perché della sua intrusione approfittando del Veritaserum1 (sorprendentemente iniettato in vena). Attraverso questo escamotage narrativo e grazie all’ampio uso di flashback, viene svelata quella che è, appunto, l’ascesa di Lord Voldemort.
Grisha McLaggen, erede di Godric Grifondoro; Wiglaf Sigurdsson, erede di Corvonero; Lazarus Smith, erede di Hufflepuff 2; Tom Riddle, erede di Serpeverde. Un gruppo di studenti di Hogwarts nella prima metà del Novecento, il cui scopo è quello di ricercare i cimeli appartenuti ai fondatori della Scuola; l’esistenza degli eredi è stranamente custodita come un segreto tramandato di generazione in generazione.

I imagine you’ve already heard of the four founders of Hogwarts. What many people don’t know is they have descendance

Grisha McLaggen

Partendo dal ritrovamento del diario di Tom Marvolo (Orvoloson, nella versione italiana) Riddle, in circostanze non meglio precisate, su suolo sovietico e dall’intrusione di Grisha McLaggen, operata al fine di un’indagine personale, si racconta di come il giovane Tom uccise Hepzibah Smith ed entrò in possesso della Coppa di Helga Hufflepuff e del Medaglione di Serpeverde.

 

Critica

Una prima considerazione va operata sul titolo. Voldemort: Origins of the Heir, tradotto e traducibile con Voldemort: le origini dell’erede, richiama moltissimo la versione italiana dell’ottavo capitolo – anch’esso nato come fanfiction e culminato poi in una trasposizione teatrale ufficializzata – della saga di Harry Potter: La maledizione dell’erede, per l’appunto. Sebbene il titolo e, soprattutto, l’utilizzo del termine “erede” siano molto più adeguati qui che in The cursed child (in originale), la somiglianza stona quasi come una mancanza di originalità. Se anche il titolo di questo progetto fosse stato assegnato già prima della traduzione del famigerato “ottavo capitolo”, sarebbe stato saggio modificarlo, a posteriori.

In secondo luogo, gli elementi dell’universo Harry Potter: è  mia ferma convinzione che una fanfiction debba necessariamente attenersi al lavoro originale. Questo perché, per l’appunto, l’opera non è di proprietà di chi la modifica, re-inventa, estende e approfondisce, magari anche con ottimi risultati; non appartenendogli, non può fare altro che rispettare le scelte operate dal creatore, pena snaturare l’opera stessa e far quindi decadere la fanfiction, in senso stretto.
Per questo motivo e in quest’ottica, Voldemort: Origins of the Heir è sia da lodare sia da rivedere. Innanzi tutto, la collocazione temporale coincide, così come una serie di dettagli minori. Anche le informazioni sulla famiglia di Tom Riddle hanno una corrispondenza con la saga canonica3 e, soprattutto, è stato creato un legame tra i personaggi inseriti ad hoc nella trama e quelli che si conoscevano già dai sette volumi originali: ne è esempio lampante il cognome di Grisha, McLaggen, certamente imparentata a un più futuro Cormac McLaggen4, iscritto a Hogwarts nel 1990 e smistato in Grifondoro. Un elemento che non può non essere balzato all’occhio di qualunque fan è l’utilizzo fatto del siero della verità, il Veritaserum: questo è infatti iniettato in vena a Grisha McLaggen, mentre è scritto che «tre gocce di questo e anche Voi-sapete-chi in persona rivelerebbe i suoi più oscuri segreti»5; naturalmente, la pozione si intenderebbe da bere e io non posso fare a meno di domandarmi quali effetti un bibitone sì importante potrebbe avere se iniettato in quantità tanto massicce.

Considerazioni pratiche su Voldemort: Origins of the Heir

Nei primi minuti del film la visione si annuncia elettrizzante. Mentirei se dicessi di non essermi approcciata a questo lavoro con quella solita puzza sotto il naso che contraddistingue chiunque si avvicini a una fanfiction: sai che potrebbe catturarti il cuore, come A Very Potter Musical, ma sei anche catastroficamente consapevole che difficilmente ci si troverà di fronte a un lavoro davvero buono.
Ottimo utilizzo, dunque, della fotografia, inaspettata competenza nell’uso e nello sviluppo degli effetti speciali, adeguati e centrati i costumi.

Ma non è tutto oro quel che luccica: il doppiaggio inglese è carente, sincrono al parlato ma dona un effetto a dir poco surreale ai dialoghi. A proposito dei dialoghi, questi risultano scontati e poco accattivanti. Giudizio che può tranquillamente essere esteso all’intera produzione: la trama è carente e ricca di tempi morti; l’utilizzo eccessivo delle musiche, seppur ben composte e adatte, distorce le impressioni del pubblico, ingannando anche i momenti in cui avrebbe dovuto – forse – esserci della suspense; colpo di scena finale solo vagamente intuibile ma decisamente mal sviluppato.

Insomma, nel complesso questo attesissimo fanfilm aveva del vero potenziale, sia per originalità sia – ancor di più – per l’inventiva: potenziale che poteva non essere disatteso da una sceneggiatura più ricca, strutturata e studiata.

Un esempio in positivo di come anche un fanmande – sviluppato con un budget probabilmente più basso – possa essere un lavoro molto buono è portato da Hunger Games: The Second Quarter Quell. Consiglio a chiunque abbia letto o perlomeno visto la saga Hunger Games di guardarlo.

Oltre il tecnico

GIF A very potter musical: what the hell is a hufflepuffDa buona fan di Harry Potter e da buona Hufflepuff, non ho potuto non notare innanzi tutto come questa Casa venga, nuovamente, dipinta come composta da personaggi ingenui e un po’ – passatemi il termine – “stupidotti”. Lazarus appare fin da subito (complice l’effetto straniante del doppiaggio) una caricatura di ogni valore positivo.
Detto questo, mi è parso di intuire, contemporaneamente, un riscatto della stessa Casa, grazie al fatto che proprio Lazarus è l’unico a portare a compimento la sua missione, ossia ritrovare la Coppa di Helga Hufflepuff, e che lo stesso Tom Riddle ne tesse un elogio.

Ci sono alcuni aspetti che potremmo definire di “finezza”, volendo ammettere che non siano dovuti al caso: la fotografia tenuta da Tom Riddle dei vecchi amici, ben visibile all’inizio del film, può essere letta in una duplice ottica: si tratta forse del ricordo dell’umanità che si sta ormai perdendo nell’assassino? O è forse semplicemente il modo in cui Lord Voldemort tiene a mente i propri obiettivi?

Insomma, tanti lati negativi e qualche lato positivo; certamente, per la grande attesa che questa produzione ha suscitato a livello mondiale, forse ci si aspettava qualcosa di più.

Cast e creative team

Regia e sceneggiatura: Gianmaria Pezzato.
Una produzione Tryangle Film.

Attori
Tom Riddle Stefano Rossi
Lord Voldemort Davide Ellena
Grisha Mclaggen Maddalena Orcali
Grisha Mclaggen da giovane Aurora Moroni
Wiglaf Sigurdsson Andrea Deanesi
Wiglaf Sigurdsson da giovane Andrea Baglio
Lazarus Smith Andrea Bonfanti
Generale Makarov Alessio Dalla Costa
Hepzibah Smith Gelsomina Bassetti

Stefano Rossi nei panni di Tom Riddle in Voldemort: the Origins of the HeirDavide Ellena nei panni di Lord Voldemort in Voldemort: the Origins of the HeirMaddalena Orcali nei panni di Grisha McLaggen in Voldemort: the Origins of the HeirAurora Moroni nei panni di Grisha McLaggen in Voldemort: the Origins of the HeirAndrea Deanesi nei panni di Wiglaf Sigurdsson in Voldemort: the Origins of the HeirAndrea Deanesi nei panni di Wiglaf Sigurdsson in Voldemort: the Origins of the HeirAndrea Bonfanti nei panni di Lazarus Smith in Voldemort: the Origins of the HeirAlessio Dalla Costa nei panni del Generale Makarov in Voldemort: the Origins of the HeirGelsomina Bassetti nei panni di Hepzibah Smith in Voldemort: the Origins of the Heir

Doppiatori
Tom Riddle/Lord Voldemort Mitchell Thornton
Grisha Mclaggen Amy Davies
Wiglaf Sigurdsson Stefan Chanyaem
Lazarus Smith Rorie Stockton
Generale Makarov Rasmus Bækgaard
Hepzibah Smith Margaret Ashley

Rilasciato il 13 gennaio 2018, Voldemort: Origins of the Heir è disponibile su YouTube.

Ottimo potenziale, discutibili risultati
  • Regia
  • Attori
  • Doppiatori
  • Sceneggiatura
2.8

1 Il Veritaserum è un potente siero della verità, nel mondo di Harry Potter. La pozione fa sì che chi la beve risponda a ogni domanda, anche se vi sono alcuni metodi per aggirarne l’effetto.
2 Si è preferito utilizzare qui la terminologia in lingua ufficiale, per deviare le discussioni riguardanti la vecchia e la nuova traduzione, rispettivamente riportanti Tassorosso e Tassofrasso.
3 Mi permetto di qualificare la saga originale scritta da J.K. Rowling come “canonica” data non solo l’enorme mole di opere di varia natura elaborate da canali non ufficiali, ma anche a causa di produzioni discutibili comunque create dall’autrice, pienamente ascrivibili al terreno dell’apocrifo.
4 Apparso per la prima volte in Harry Potter e il Principe Mezzosangue.
5 Piton in
Harry Potter e il Calice di Fuoco.

One Comment

  1. ThatsThat

    Concordo, i dialoghi fan passare la voglia di andare avanti nella storia e finiscono per mettere in secondo piano tutto il resto: storia, regia, costumi, fotografia ed effetti speciali …peccato

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