ScalpitiAMO per Piedicavallo

Il 3 ottobre 2020 una alluvione ha colpito la Valle Cervo, casa mia. Il mio paese, Piedicavallo, ne è uscito piuttosto “malconcio” (a voler essere gentili).
In meno di 12 ore, Piedicavallo si è trasformato da curato borgo montano a cumulo di fango e detriti. Dei 7 ponti che mettevano in comunicazione le varie sponde del paese, solo uno è sopravvissuto alla calamità: il Ponte Pinchiolo, l’unica via d’accesso al comune. Gli altri sono crollati sotto la furia delle acque.

Il Ponte di via Europa e il Ponte su via Roma, proprio al cento di Piedicavallo, sono stati sollevati e rischiaffati a terra con una furia tale a averli disintegrati. In 24 ore il Ponte di via Europa è stato riaperto alla circolazione pedonale.
Dei ponti dei Valier, per le cascate, delle Piane e l’amatissimo storico Ponte dla Cua (Ponte della Coda) non è rimasta traccia. Nemmeno le macerie sono più state ritrovate.

Senza contare i danni provocati alle strade pedonali, tradizionalmente in pietra (caret).

ScalpitiAMO per Piedicavallo

In un qualunque giorno di ottobre, un comune prevalentemente turistico come quello in cui sono fiera di abitare si è trovato in ginocchio. Nemmeno la strada provinciale, a Campiglia Cervo, ha retto: in un periodo già delicato come quello della pandemia, arrivare in Alta Valle era improvvisamente diventato abbastanza complicato da scoraggiare la maggior parte dei turisti che sostengono la nostra piccola economia.

Un comitato di volontari, di cui faccio parte, ha quindi immediatamente attivato una raccolta fondi: una campagna che ha preso il nome di “ScalpitiAMO per Piedicavallo”.
In poco più di un mese sono stati raccolti più di 50 mila euro.

Dopo l'alluvione del 3 ottobre 2020, un comitato di volontari ha aperto la campagna di solidarietà ScalpitiAMO per Piedicavallo

Il logo

Il simbolo della Pro Loco (base di appoggio per la raccolta solidale) è stato trasformato nel logo della campagna.