Will and Grace – stagione 9

Ieri sera sono andate in onda, su Italian Uno, le prime sette puntata della nona stagione di Will and Grace, in una maxi maratona tutta per i fan.

Recensione della stagione 9 di Will and Grace

Il classico Will and Grace

In onda per la prima volta il 21 settembre 1998 sul canale NBC, la serie ebbe un successo planetario: vengono raccontate le vicende dei due protagonisti e dei due personaggi di supporto. Will è un avvocato bello e dichiaratamente gay che condivide l’appartamento con Grace, amica di una vita nonché ex-morosa; le loro avventure, ambientate in larga parte nell’ormai cult appartamento di Manhattan, a New York City, ricevono ventate di ilarità dalle regolari comparsate di Jack, amico gay, e Karen, amica ricca e con una spiccata passione per gli alcolici.

 

Stagione 9 

Attenzione: da qui in avanti, possibili spoiler

Questa nona stagione, un sogno che si avvera per le migliaia e migliaia di fan, fu annunciata nel gennaio 2017 ed è stata messa in onda negli Stati Uniti lo scorso 28 settembre. Composta da 16 episodi, vede la partecipazione del cast originale: Eric McCormack nei panni di Will, Debra Messing in quelli di Grace, Sean Hayes a interpretare Jack e Megan Mullally nell’amatissima Karen.

A quanto riportato da spetteguless.it, negli Stati Uniti la serie ha subito un’importante calo di ascolti dopo il primo episodio; tendenza confermata dai voti che le sono state attributi: un misero 7 su 10 in alcuni più influenti siti e blog sul tema.
Personalmente, ecco cosa ne penso:

Ottimi episodi quelli dal 2 al 7
  • Regia
  • Attori
  • Sceneggiatura
4.3

La mia recensione

Innanzi tutto, due piccole premesse: la prima è che aprire una serie come Will and Grace con un pezzo musicale – molto ben eseguito, tra l’altro – è una scelta senz’altro azzeccata. La seconda è qualcosa che qualunque fan della serie originale avrà certamente notato e odiato: l’incongruenza con, appunto, la suddetta serie originale. Will e Grace non sono (più) sposati e non hanno figli. Questa terribile scelta degli sceneggiatori è stata infilata a forza facendo passare il finale dell’ottava stagione per un sogno fatto da Karen; non solo l’ultima puntata ma praticamente l’intera stagione.
Altra nota dolente, a livello narrativo, è l’aggiornamento sulle vite dei quattro protagonisti: Karen fa agli amici domande molto precise, come “Vivete ancora insieme?” o “I vostri matrimoni?”; le risposte svelano la nuova trama, esattamente identica a quella originale. Tralasciando il fatto che in questi 11 anni di inattività nulla è cambiato nelle vite dei protagonisti, gli eventuali sviluppi – come i divorzi – avrebbero potuto essere rilevati attraverso espedienti narrativi più sottili, o che per lo meno non rompessero la finzione: sono scelte; io non le condivido.

Il primo episodio si concentra esclusivamente in una critica all’amministrazione Trump, che sebbene sia in tema con la serie mi è risultata un po’ pesante. Una decina di battute a sfondo politico in un episodio della durata di 25 minuti stuferebbero chiunque: se avessimo voluto uno show satirico, avremmo seguito la Litizzetto. Un esempio? Kate Micucci, impiegata alla casa Bianca, dice a Will:

  • Il padrone ha fatto venire qualcuno per riarredare lo Studio Ovale…
  • Il “padrone”?
  • Sì, ci sono un sacco di parole nuove da usare qui

Senza contare il fatto, non da poco, che una serie TV umoristica si guarda principalmente con una funzione di distrazione; un po’ come quando, nel 2013, Maurizio Crozza e il suo pezzo di satira politica vennero duramente fischiati da un pubblico esasperato, durante il Festival di Sanremo.

 

Il secondo episodio è il tripudio del “10 anni dopo”: Will e Jack affrontano il fatto di essere invecchiati quando iniziano a uscire con dei ragazzi degli anni Novanta. Questo dà modo di ricapitolare la lotta per i diritti degli omosessuali.

  • Non importa l’età…
  • Non gli piace Madonna.
  • Picchialo con il VHS di Evita

Il ritorno di Leo, l’ex ex ex-marito di Grace, nel terzo episodio e Jack che scopre di essere diventato nonno nel quarto. Altre riflessioni fondamentali emergono proprio qui, quando il nipotino di Jack, il piccolo Skip, viene spedito dai genitori in un campo estivo per la correzione dell’orientamento sessuale: gli istruttori di questo campo sono emblematicamente Jane Lynch e  Andrew Rannells, entrambi icone gay.
Quinto episodio con una spiccata, attuale e apprezzata querelle tra Jack e il suo socio in affari sull’utilizzo del “politicamente corretto”: l’uno -gay – non può picchiare l’altro – nero – dal momento che si tratterebbe di un reato d’odio e viceversa, mentre lo “stallo alla messicana” diviene uno “stallo alla ispanica o sudamericana”.
Addio a Rosario nel sesto episodio; per tutti i fan: non temete. L’attrice Shelley Morrison è ancora viva e vegeta.

 

Merita? Sì, merita

La nona stagione di Will and Grace merita di essere vista e sembra che possa acquistare sempre più punti con il procedere della serie: dopo il gne iniziale che mi ha fatto storcere la bocca al primo episodio, è riemersa quell’esilarante vena comica che ha appassionato il folto pubblico e che ha mantenuto le costanti programmazioni da parte di svariati canali per questi venti anni.
I prossimi episodi saranno visibili su Joi.

Pollici in su per Debra Messing, che ringraziando il Cielo ora pesa più dei suoi soliti 20 chili e sta benissimo!